1 –Casa Negri (Foto). Qui Guido nacque il 25 agosto 1888 da Evangelista e Ludovica Belluco, ultimo di undici figli, quattro maschi e sette femmine; in questa casa visse con la sua numerosa famiglia; al piano terra si trovava la farmacia gestita dal padre fino alla sua morte prematura nel 1892. Ancora oggi nello stesso luogo si trova una farmacia; a lato della porta d’ingresso dell’abitazione si vede il campanello originario di casa (Foto). Sul muro prospicente la piazza è posta una lapide commemorativa di Guido. Attualmente è ancora abitazione dei discendenti della famiglia Negri.Nelle adiacenze si trova il Palazzo Municipale. Posto in piazza Maggiore, a pochi metri dalla casa di Guido, è sempre stato, dall’epoca medioevale, il centro pubblico e istituzionale della Città. Guido non fu mai impegnato direttamente in politica, ma seppe vivere da cristiano il dovere di un interesse e di una azione verso la realizzazione del bene comune. Fu scelto difatti come segretario del comitato elettorale cattolico. Este vedeva allora i cattolici divisi in “intransigenti” e “moderati”, spesso in aspra, a volte verbalmente violenta, lotta politica. La divisione non giovava alle vittorie elettorali contro le altre fazioni politiche locali. Guido si schierava chiaramente con la parte degli intransigenti. Nel 1913 Guido fu addirittura inquisito dalla polizia: non poteva essere contemporaneamente ufficiale del Regio Esercito e “papista”. Il suo impegno era comunque riconosciuto da tutti come serio, onestissimo ed appassionato.
2 -Scuola “Isidoro Alessi”; Museo Nazionale Atestino (Foto). Qui, nel palazzetto di fine Ottocento costruito dal Comune per la scuola pubblica dell’infanzia, Guido seguì la scuola materna fino alle elementari che frequentò invece nel limitrofo palazzo, già della famiglia veneziana Mocenigo, ora sede del Museo Nazionale Atestino, ma fino agli ultimi decenni del secolo scorso sede delle scuole primarie dette Comunali. Guido frequentò i primi anni di scuola con l’indole e la vivacità proprie dei ragazzi, arrivando sempre però a essere il primo della classe.
3 –Chiesa di San Girolamo (Foto) (Foto). Oltre alle funzioni liturgiche in questa piccola chiesa dedicata a San Girolamo si svolgeva la scuola di catechismo per i fanciulli: qui Guido si dedicò all’apostolato in mezzo ai più piccoli come “maestro di Dottrina Cristiana”.
4 –Basilica di Santa Maria delle Grazie (Foto). Qui Guido partecipava al Terz’Ordine Domenicano, ora denominato Laici Domenicani. Sull’esempio di Domenico i membri sono chiamati a “rendere testimonianza alla verità”, a donare “la verità che libera” e a indicare la via della salvezza. La sua serietà di impegno fu subito palese tanto che unanimemente venne cooptato come “maestro dei novizi”, ricevendo il compito delicato di seguire e formare coloro che intendevano con la “professione”, impegnarsi nel vivere la regola propria dei laici domenicani. Con Guido partecipava al gruppo anche il fratello Silvio.
5 –Patronato Santissimo Redentore (Foto). Fondato e fatto costruire con le proprie sostanze dall’estense don Angelo Pelà (1873-1918), vide la presenza di Guido da subito; già a 12 anni aveva fondato a casa con il fratello Silvio per i giovanissimi compagni di giochi, un piccolo circolo Cattolico, emulo di quello esistente in città per i grandi. Aperto il Patronato Guido aveva trasferito qui il gruppetto, la piccola bibliotechina che aveva formato e anche la redazione di un giornalino (Le nostre vacanze) che aveva ideato per la formazione cristiana sua e dei compagni. Quando assieme giocava alla guerra negli ampi cortili, doveva difendere un’unica bandiera: quella bianco e gialla del Papa. Guido divenne presto “animatore” dei ragazzi dando esempio di serietà e impegno insoliti per un ragazzo della sua giovanissima età. Partecipava con entusiasmo e capacità anche alle filodrammatiche giovanili, recitando con talento.
6 –Casa Cortellazzo (Foto): in via Matteotti si trova un elegante palazzetto settecentesco; qui al piano terra si trovava la pasticceria gestita, con proprio laboratorio, da Enrico Cortellazzo, cattolico intransigente, padre di 12 figli tra cui Santina, di un anno più giovane di Guido. La ragazza lo conosceva praticamente da sempre ma cominciò ad avere rapporti epistolari con lui da quando aveva 15 anni. La simpatia con il tempo si era trasformata in amore vero: il rapporto, anche se solo epistolare, fu troncato dagli interventi severi del padre di Santina e dalla mamma di Guido che agirono drasticamente per allontanare definitivamente i due. Santina, che fu mandata a studiare a Venezia, più tardi testimonierà: “Non mi sono rassegnata mai a rinunciare all’amore verso di lui…”.
7 –Circolo Cattolico San Prosdocimo (Foto). Il palazzo di via Massimo d’Azeglio, allora proprietà della parrocchia del duomo, accoglieva, al primo piano, la sede delle associazioni cattoliche di Este (le lapidi poste nell’androne d’ingresso lo testimoniano) (Foto). Guido nel 1904 si iscrisse al Circolo San Prosdocimo della Gioventù Cattolica, facente parte della Società della Gioventù Cattolica italiana, associazione nata a Bologna nel 1868. Guido ne fece parte prima come socio, poi come segretario e quindi come vicepresidente. Divenne presto, grazie alle sue capacità organizzative straordinarie e il suo grande amore per il Papa, anche presidente della Commissione Pro Obolo di San Pietro, istituita per l’aiuto finanziario al Sommo Pontefice.
8 –Chiesa della Salute (Foto). Nel Tempio cittadino della Beata Vergine della Salute, allora ai margini del centro abitato, Guido amava recarsi per pregare in tranquillità: qui, davanti all’immagine della Madonna, rinnovò il voto temporaneo di verginità che aveva iniziato nel 1910 a Firenze durante il suo soggiorno militare; qui nel 1923, il 21 novembre, lo emise quinquennale.
9 -Ex Convento di San Francesco (Ora I. I. S. Atestino) (Foto). Qui, nel maestoso edificio, già convento dei Frati Minori Conventuali, ai primi del Novecento ebbe sede un Ginnasio privato gestito da alcuni Salesiani, scuola pareggiata con annesso convitto. Guido frequentava da esterno i corsi. Aveva faticato con i familiari ad iscriversi al ginnasio, dato che lo volevano alle scuole tecniche: i risultati furono comunque subito lodevoli, anche se era spesso rimproverato di occuparsi troppo in Patronato e nel gruppo dei giovani cattolici. Guido rivelava a scuola una naturale propensione per le lettere. Verso i 17 anni conclude il ginnasio con esito brillante. I Salesiani in quegli anni avevano organizzato, sempre qui, un Liceo privato, per cui Guido vi si iscrisse così da continuare gli studi senza allontanarsi dalla famiglia e dai suoi impegni di apostolato. Nei temi svolti a questa età Guido rivela con chiarezza i propri ideali di fede, di amore alla Chiesa e al Papa, di anima d’apostolo. Concluse gli studi liceali da privatista sostenendo gli esami a Verona.
10 -Duomo di Santa Tecla (Foto).
- Tomba del Servo di Dio Guido Negri (secondo altare a sinistra entrando): dal 1992 le ossa del Servo di Dio sono poste presso l’altare del Sacro Cuore nel Duomo Abaziale di Santa Tecla. Nel 1919 il corpo di Guido era stato sepolto nel cimitero di guerra di Val di Nos (Altopiano di Asiago), vicino al luogo della morte, quindi nel 1921 trasportato nel cimitero “Prestinari” di Gallio. Nel 1934 la salma fu traslata solennemente a Este e tumulata nel cimitero maggiore nella cappella del Famedium e da qui trasferita in duomo.
- Fonte battesimale: qui Guido fu battezzato il 30 agosto 1888 da don Francesco Bressan, cappellano, con il nome di Guido Giuseppe. Il fonte battesimale era per Guido il luogo privilegiato dove soffermarsi in preghiera per ricordare il suo battesimo e per rinnovare le rinunce e promesse battesimali.
- Altare maggiore: qui Guido si accostò per la prima volta alla Mensa Eucaristica il 1° aprile dell’anno santo 1900, Domenica di Passione (allora era denominata così la V di Quaresima), così come qui ricevette la Cresima nel settembre successivo.
- Altare del Santissimo Sacramento: davanti a questo tabernacolo, opera stupenda dello scultore veneziano Antonio Corradini, Guido amava stare in adorazione prolungata, così come solitamente partecipava alla S. Messa domenicale celebrata a questo altare. Da qui Guido seguiva spessissimo, pregando con torcia in mano, il SS. Sacramento che veniva portato come Viatico nelle case dei moribondi.
- Sacrestia dell’Oratorio di San Valentino, primo piano sopra la sacrestia del duomo: qui si tenevano le riunioni della Conferenza di san Vincenzo a cui Guido partecipava con entusiasmo; il suo impegno era di soccorrere, con visite settimanali, famiglie povere, ragazzi indigenti, disabili questuanti, in cui Guido vedeva la “presenza reale” di Gesù. In questo ambiente ora sono conservati in una vetrina i cimeli e le reliquie di Guido.
11 -Istituto Salesiano Manfredini (Foto). Antica villa della famiglia veneziana Pesaro, opera seicentesca pregevole dell’architetto Antonio Gaspari, dal 1878 fu donata da un benefattore estense a San Giovanni Bosco che nel 1878, di persona, venne a Este ad aprire il Collegio Manfredini. Nel 1914, in settembre e ottobre, Guido frequentò il professor don Giuseppe Ghibaudo, salesiano, per ricevere aiuto nello studio per superare l’esame di greco all’università. Nelle sue visite amava attardarsi in preghiera nella cappella del Collegio (ora sala mensa, dove Guido è raffigurato nel dipinto del soffitto). Don Gribaudo divenne il primo biografo di Guido, fermamente convinto della santità del giovane di cui raccolse per primo testimonianze e documentazione scrivendone la prima biografia che lo fece conoscere in tutta Italia e all’estero.
A cura dell’associazione AMICI DI GUIDO NEGRI
Indirizzo mail: info@guidonegri.it
