Così dicono di Guido… Una testimonianza Speciale
Abbiamo ricevuto con grande piacere, presso la nostra casella mail, una gradita lettera dall’Avvocato Alessio Console Pentrelli, del Foro di Pordenone.
L’Avvocato, curatore insieme alla sorella del sito www.holyname.it (dedicato alla diffusione della cultura e del rispetto del nome di Dio), ci ha raccontato un aneddoto emozionante. Durante il pomeriggio dello scorso Natale, visitando la nostra Este, l’Avvocato si è imbattuto nella targa che ricorda la casa natale di Guido. La definizione di “Capitano Santo” ha subito acceso la sua curiosità, spingendolo ad approfondirne la storia. Dallo studio delle opere e delle biografie di Guido, l’autore ha tratto ispirazione per un bellissimo articolo che esplora la profonda devozione eucaristica del Capitano, definendolo un esempio luminoso per i credenti di oggi. Vi proponiamo un estratto del pezzo, intitolato “Guido Negri e quei 20 chilometri per l’Eucarestia”, invitandovi a leggerlo integralmente sul sito: https://holyname.it/guido-negri-e-quei-20-chilometri-per-leucarestia
“Guido Negri, già da giovane, aveva compreso come accostarsi quotidianamente all’Eucarestia fosse per lui una questione di vitale importanza. Questo comportamento non passò inosservato ai suoi superiori quando, da ufficiale, vestì la divisa dell’esercito italiano. Il colonnello gli fece presente che, per un ufficiale, fare la comunione ogni giorno era eccessivo e gli consigliava di diradare tale abitudine oppure di smettere la divisa in quelle occasioni. Guido Negri rispondeva con fermezza, guadagnandosi la stima e l’amicizia del superiore: “Faccio forse cosa che disonori la divisa del soldato col comunicarmi? Manco forse del mio dovere militare, perché ogni dì mi comunico?”. Le testimonianze ci trasmettono anche la sua capacità di sopportare lo scherno che la sua devozione poteva suscitare. Fu però durante la guerra che la fede del Capitano Guido Negri nel sacramento dell’Eucarestia ci manda una luminosa testimonianza per noi fedeli del XXI secolo. Per poter ricevere il corpo di Gesù, stanziato con la sua compagnia in Cadore, il Capitano Negri contattava i parroci della zona e si recava da loro a fare la comunione, digiuno e negli orari compatibili con il suo servizio, che era il servizio duro di un soldato al fronte in una guerra di trincea. Così, sono testimoniate le sue visite ai parroci all’una e trenta di notte, oppure alle 13:00 dopo aver scavato trincee per tutta la notte con i suoi soldati. Dal luogo dove il suo reggimento era di stanza, sul Monte Piana, Guido si recava a piedi da Cappellano Militare Don Cavasin, facendo a piedi, secondo quanto attestato dallo stesso, 20 chilometri a piedi.”
L’Associazione “Amici di Guido Negri” esprime profonda gratitudine all’Avvocato Console Pentrelli per questo prezioso contributo alla diffusione della figura di Guido e si complimenta per l’importante opera di sensibilizzazione portata avanti dal portale Holy Name.

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